Oltre il soffitto di cristallo

Noi della 3AI abbiamo riflettuto sui pregiudizi e stereotipi che circondano la nostra società e pensiamo che il modo migliore per rappresentare il tema dello “sfondare il tetto di cristallo” siano dei disegni animati.

In questo video, intitolato “Pregiudizi” abbiamo quattro protagonisti. La prima è una ragazza che cammina per strada e riceve delle attenzioni indesiderate da un ragazzo: tutti la giudicano e parlano alle sue spalle ridacchiando.

Il secondo protagonista è un ragazzo che viene ferito dal rifiuto di una ragazza, la quale se ne va mano nella mano con un altro sghignazzando: il ragazzo, sofferente, inizia a piangere in mezzo alla folla e le persone lo additano come “debole” e continuano a guardarlo con disprezzo.

Passiamo poi a parlare di un altro ragazzo che, osservando se stesso allo specchio, non si piace perché il suo fisico è gracile rispetto alle figure scolpite degli uomini sulle riviste o nelle pubblicità: in un impeto di rabbia il ragazzo rompe lo specchio non trovandosi abbastanza virile

L’ultima è una donna che si trova ad un colloquio di lavoro, ma non viene presa. Non capisce perché altre persone con anche meno titoli di studio siano state comunque assunte, e un’altra donna la “consola” affermando che lei non è adatta.

Tutti i personaggi vengono giudicati ma continuano a sorridere, facendo finta che vada tutto bene quando in realtà non è così. A un certo punto i protagonisti, che erano seduti nell’oscurità, si alzano ed iniziano a correre con tutti i pregiudizi e le aspettative della società sullo sfondo, sotto forma di occhi che giudicano. I quattro iniziano a “rompere” questi occhi e si liberano finalmente di tutto, ricevendo anche le scuse di qualcuno.

Nel primo disegno che ci teniamo a mostrarvi concretizziamo la frase “sfondare il tetto di cristallo”. Nella prima scena risalta immediatamente una mano che sfonda con un solo colpo un soffitto fatto di cristallo.

Nella scena successiva troviamo una ragazza con lunghi capelli neri stesa sul pavimento fra i frammenti insanguinati del soffitto appena
rotto, possiamo capire, infatti, che si tratta di un soffitto dalla prospettiva da cui viene “dipinta” la scena.

Passiamo poi alla terza e quarta scena dove abbiamo un primo piano della dona dai capelli corvini, la quale sembra essersi appena accorta di
essere stata “liberata” e che finalmente potrà elevarsi oltre il soffitto di cristallo ormai in frantumi.

Arriviamo così all’ultima scena dove ci viene mostrato il salvatore della donna, che è rappresentato come un angelo vendicatore dalle
ali nere, che ha il compito di riparare i torti subiti. Questo angelo è stato simbolicamente chiamato Sasha ed è stilizzato in modo da non
richiamare figure maschili o femminili.

 

(Disegni di Giorgia Malfatto e Giuseppe Massocco – 3AI)

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