Libertà d’espressione o Fake News?

Le fake news sono sempre esistite, ma grazie all’avvento dei social e di internet si possono diffondere molto più velocemente. L’avvento della rivoluzione digitale ha comportato un’importante evoluzione nel settore della comunicazione: maggiore velocità, maggiore quantità di informazioni, la possibilità per chiunque di commentare le notizie e ha reso le notizie accessibili in qualunque parte del mondo.

L’informazione sul web risulta abbastanza omogenea all’apparenza, rendendo difficile distinguere le fonti in base alla loro autorevolezza e quindi scambiare una possibile notizia falsa per una veritiera. Talvolta si tratta di notizie create per scherzare, in altri casi ancora si tratta di notizie che consentono di guadagnare soldi grazie alla pubblicità che si ottiene con like e condivisioni; altre volte, invece, lo scopo principale è screditare una persona o un’idea. Secondo uno studio di Trend Micro, nota compagnia di sicurezza informatica giapponese, esiste un vero e proprio mercato clandestino per la diffusione di false informazioni online, al fine di manipolare l’opinione pubblica. 

L’ESEMPIO DI CLAUDIA ALIVERNINI

Il 29 dicembre 2020 Cathy La Torre, conosciuta su Instagram come Avvocathy, attivista e avvocata, ha pubblicato un post che raccontava gli “insulti continui e minacce di morte. La prima infermiera a ricevere il vaccino costretta a chiudere i social”. Claudia Alivernini, prima infermiera vaccinata in Italia, è stata privata della sua libertà e sicurezza da opinioni di persone che la vogliono morta per la sola colpa di essersi vaccinata. L’infermiera Alivernini ha subito attacchi da parte di haters e persone sconosciute che la insultavano per aver compiuto un gesto che dovrebbe essere naturale, quello di vaccinarsi per proteggersi e per proteggere gli altri. 

L’ art.21 della Costituzione italiana recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Questo è applicabile però se il proprio pensiero non va ad intaccare la libertà di qualcun altro. Altrimenti si infrange l’art 3. dove la Repubblica si impegna a “rimuovere gli ostacoli sociali che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. 

Quelle sui vaccini – che non vengono visti come strumenti di salvezza, ma, al contrario, come armi che le case farmaceutiche utilizzano per arricchirsi o addirittura come strumenti con cui lo Stato ci controlla – sono solo alcune delle tantissime fake news che circolano sul web. Da quando è stato creato il vaccino contro il Sars-CoV-2 si sono diffuse teorie complottiste che spingono le persone a non volersi vaccinare. Emilio Mola, giornalista di Brindisi, sul suo profilo Instagram ne ha smentite addirittura 12.  

NON CEDERE AL CLICKBAIT E CONTROLLARE LE FONTI

Uno studio da parte dell’Agcom (autorità garante per le comunicazioni) – che voleva rappresentare il sistema con cui le persone si informano in Italia – ha dimostrato come le fake news o le notizie distorte per essere più sensazionalistiche (o clickbait) abbiano una durata di interesse simile alle notizie vere, ma ottengano molta più visibilità rispetto a quelle reali. Secondo lo studio, in Italia il 57% delle fake news riguarda temi di carattere politico e cronaca, mentre il 20% argomenti di tipo culturale o sanitario, tutte informazioni che possono essere fonte di discussioni accese sui social e creare visibilità. 

La disinformazione, ora più che mai, va combattuta. La costituzione italiana difende il diritto di tutti i cittadini di poter esprimere liberamente la propria opinione, ma un’opinione inventata o ripetuta a caso può fare enormi danni, soprattutto se riguarda argomenti di interesse globale come il vaccino contro il Sars-CoV-2. Prima di dare un ulteriore parere non richiesto su qualunque argomento, quindi, è sempre bene informarsi con attenzione. 

ivan viarengo

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