Islam e occidente attraverso la lotta al terrorismo

Il divario fra Oriente e Occidente

Avvenimenti recenti hanno scosso il mondo: il ritorno di un problema latente, che credevamo scomparso, ma poi rivelatosi solo sopito.

Il terrorismo islamico, problema che caratterizza profondamente la società e il modo di pensare del XXI secolo, è ancora rilevante: abbiamo avuto modo di constatarlo a Parigi, a Nizza e infine a Vienna. Infatti, ci sono stati ben tre attacchi da parte di fondamentalisti islamici. Prima la decapitazione dell’insegnante Samuel Paty a Parigi; a Nizza poi sono state assalite e uccise diverse persone con armi bianche; infine a Vienna è stato usato un fucile d’assalto per sparare contro dei passanti.

Diverse dispute aprono il divario fra Occidente e Oriente in un mondo in cui la libertà di parola viene contrapposta ai sacri dogmi inviolabili dei musulmani. Le opinioni sono frammentate, così come sono frammentate le pratiche religiose legate all’Islam, seconda religione al mondo per numero di praticanti. Cosa pensano i musulmani del terrorismo? Molti musulmani affermano: “L’Islam è una religione che promuove la pace e ripudia il conflitto – gli innocenti sono pur sempre innocenti, non importa il credo.”

La guerra al Terrore

Esistono però ancora molti culti di natura estremista che ripudiano questa filosofia e hanno dichiarato guerra al mondo Occidentale. Con il termine “War on Terror” gli Stati Uniti si sono posti l’obiettivo di sradicare il terrorismo a seguito del disastro dell’11 Settembre 2001, causato da al-Qāʿida, un gruppo estremista di origine saudita. La guerra al terrore perdura tutt’ora e ancora non si intravede una conclusione.

Altro obiettivo di questo conflitto è sconfiggere una forza invisibile, che si annida in territorio Occidentale: i Foreign Fighters, persone esterne all’Islam che vivono in Europa o America, ma vogliono partecipare alla Jihād in seguito alla conversione. Sono i Foreign Fighters, infatti, a rivelarsi un pericoloso nemico quando si parla di terrorismo, proprio per la caratteristica che li contraddistingue: essere un’arma nascosta tra la folla.

Questioni globali

Le relazioni internazionali però si inaspriscono: il presidente francese Emmanuel Macron difende la libertà di parola, andando contro il radicalismo islamico. In Turchia il presidente Erdogan fa ritirare l’ambasciatore francese come segno di protesta. Anche altri paesi islamici, come il Kuwait e il Qatar, si sono uniti in un impegno comune nel boicottare l’economia francese in segno di rivalsa dell’Islam.

Il problema non riguarda solo la Francia: anche l’Austria ha avuto modo di sperimentare un terrorismo “punitivo”, dimostrando che tutta l’Europa è un possibile bersaglio di attacchi fondamentalisti.

Gli eventi di Nizza hanno suscitato un contraccolpo che è ricaduto anche sulla nostra penisola. Sembra che il terrorista sia sbarcato in Francia passando prima da un porto italiano, ignorando l’ordine di rimpatrio imposto dall’Italia. Questo mette in risalto la scarsa organizzazione che purtroppo ci ha fatto fare pessima figura a livello internazionale. A livello precauzionale invece, l’Italia sta adottando misure di sicurezza più stringenti in modo da prevenire possibili attacchi terroristici sul suolo nazionale.

La maggioranza dei musulmani non supporta il terrorismo, ma si è sentita profondamente offesa dalle caricature del profeta Muhammad (Maometto) e dall’atteggiamento di sfida della Francia. Per questo molti hanno deciso di optare per forme di protesta essenzialmente non-violente caratterizzate da provvedimenti di tipo economico a livello nazionale.

“L’Islam non è da deridere. Se gli Occidentali vogliono essere leggeri su certi temi possono farlo, basta che non si tratti della nostra religione.” Questo è un pensiero abbastanza comune per quasi due miliardi di musulmani nel mondo.

Contenuti multimediali: Leonardo Imparato


Alessandro Castiglione

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