Il covid dietro le quinte del Collegio – Intervista al regista Fabrizio Deplano

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Fonte: raiplay

Stravaccarsi sul divano e passare ore davanti alla Tv è un passatempo che non ha età. Tutti abbiamo un film o un programma che amiamo guardare e riguardare, quello che aspetti impaziente tutto l’anno che venga messo in onda. Ma qualcuno pensa mai a chi lavora mesi e mesi per regalarci la visione dei nostri programmi preferiti? Avete idea di quanto lavoro, sforzo e impegno ci siano dietro? Lo scopriamo con Fabrizio Deplano, regista de Il Collegio.


Regista Il Collegio

Quanti di voi il martedì sera sono inchiodati davanti allo schermo a guardare il Collegio? Immagino molti. Allora qualcuno saprà anche che il regista si chiama Fabrizio Deplano e alle spalle ha una carriera sorprendente.
Diplomato alla Civica Scuola Cine-Televisiva di Milano nel 1988; inizia a lavorare in Mediaset nel 1989 come operatore di ripresa, collaborando con tutti i più importanti programmi delle emittenti del gruppo, dallo sport all’intrattenimento. Dopo più di vent’anni, ormai intrapreso il percorso di regista, nel 2011 inizia la carriera da libero professionista lavorando con i principali network nazionali, soprattutto nel campo dell’intrattenimento. Ha collaborato alle riprese del “Grande Fratello VIP”, “All Together Now”, “La Sai L’ultima” e “Adrian”.

Per chi non lo conoscesse, il Collegio è un docu-reality messo in onda su Rai 2 tra ottobre e novembre. 20/25 ragazzi tra i 14 e i 17 anni, scelti tramite casting, provano a vivere in un collegio del secolo scorso fino ad arrivare all’esame finale. Il programma è arrivato alla quinta edizione, ambientata nel 1992 ad Anagni, in provincia di Frosinone. Ma quest’anno la pandemia di coronavirus ha reso tutto più difficile, comprese le riprese. Ce lo racconta in prima persona Fabrizio Delplano, che abbiamo contattato tramite e-mail.


Salve, sappiamo che quest’anno le norme anti-covid hanno creato un po’ di problemi. Qual è stata la difficoltà maggiore?

Non si può fare una classifica, si parla semplicemente di un approccio completamente diverso. Si è trattato di azzerare la metodologia di sempre e riscriverla con delle regole nuove, tenendo conto dell’esperienza maturata negli anni e adattandola alle norme. Le difficoltà non sono state solo quelle tecniche imposte dalle normative: dopo mesi di forzata inattività, il primo problema è stato “riconnettere” la testa; una stanchezza disarmante, più psicologica che fisica. Fin dai primi sopralluoghi si arrivava a fine giornata stremati! È stato molto duro riprendere il ritmo.

È stato facile per tutti adattarsi alle nuove norme?

Partiamo dalla premessa che non ci si improvvisa. Nulla è stato lasciato al caso, la sicurezza è stata messa al primo posto. Siamo stati coadiuvati passo dopo passo da esperti che non hanno trascurato nulla. L’autodisciplina e la consapevolezza delle persone hanno fatto il resto.

Videocamere Il Collegio
Nel mondo del cinema tutto questo ha portato grandi ritardi, è stato così anche per voi?

Il piano di produzione è stato rispettato perfettamente. La pianificazione delle giornate era stata meticolosamente calcolata per un periodo che non prevedeva positività al virus di nessun tipo. Erano comunque previsti protocolli di sicurezza da attuare nel caso ci fosse stata qualche positività: dalla sospensione della produzione per periodi di quarantena fino, nel peggiore dei casi, alla sospensione definitiva. Per fortuna non ci sono mai stati casi positivi e tutto è andato alla perfezione.

Ottimo allora! So che le norme prevedono un preciso numero di persone a seconda dello spazio, avete dovuto ridurre lo staff?

Sì, la dinamica diversa rispetto alle altre edizioni ha costretto la produzione a ridurre al minimo il personale per il semplice motivo che meno persone entrano in contatto tra loro, più era facile avere controllo della sicurezza.

Dirigente Il Collegio
Avete dovuto fare spesso tamponi?

Nessuno è partito dalla propria sede senza aver fatto tamponi e sierologici. Chi non aveva potuto farlo prima di partire lo ha dovuto fare arrivando ad Anagni, prima di entrare in contatto con chiunque.
Tutti hanno comunque fatto un periodo di quarantena preventiva arrivati sul posto. Questo ha permesso ai singoli reparti di concludere la pre-produzione e prepararsi a girare. Avevamo un medico presente con noi 24/24 ore effettuava tamponi e sierologici a tutti, ma la vera garanzia era data dal fatto che non avevamo contatti con l’esterno. Vivevamo tutti all’interno del collegio e navette interne accompagnavano la troupe nei propri alloggi.

A proposito di Anagni, nelle precedenti edizioni avete girato nel Bergamasco: il cambio di location è dovuto al Covid?

In realtà è frutto di un insieme di fattori. Tra questi è stato anche considerato che la zona di Anagni aveva avuto pochissimi casi di Covid. Questa riflessione è stata fatta però solo dopo che è stato deciso di cercare una nuova location. Tutti i programmi di successo hanno bisogno di un restyling!

Avete mai pensato di non poter girare l’edizione di quest’anno?

“Miracolo produttivo” è la vera definizione per questa edizione del Collegio. Tutti i miracoli lavorativi nascono sempre dalla volontà di persone. Nello specifico, il produttore e il direttore di produzione non hanno mai smesso di crederci e hanno passato il loro lockdown lavorando da casa propria, cercando possibili location e immaginando ipotetici piani di produzione. Senza il loro impegno – e senza la volontà della Rai, che tiene al programma e ci ha sempre sostenuti e incoraggiati – questa edizione non si sarebbe potuta realizzare.

Crede che l’emergenza sanitaria abbia avuto impatto sul risultato finale?

Assolutamente no. Il risultato è, come ogni anno, all’altezza della qualità del programma. Anzi, ogni edizione che passa alziamo un pochino l’asticella. Certo, lavorare con tutti i dispositivi anti-contagio non è comodo, ma se serve a lavorare in sicurezza lo accettiamo volentieri.

Spot Videocamera Il Collegio
Abbiamo parlato di stanchezza e difficoltà pratiche, ma pensa che questo virus abbia avuto anche influenze psicologiche sul personale e sui partecipanti?

Diciamo che il Collegio non è mai una passeggiata! Dopo tanti anni che faccio questo mestiere posso affermare senza timore che si tratta di una produzione molto faticosa sotto tutti i punti di vista. È necessaria una grande dose di pazienza e self control per poter essere sempre lucidi. Ma i ragazzi se la sono cavata egregiamente. Mi auguro però che in tempi ragionevoli si possa tornare a lavorare senza paure, con tanta serenità e che questo periodo verga archiviato come una brutta parentesi dalla quale imparare e uscirne migliori.

GRAZIE PER IL SUO TEMPO, FAREMO TESORO DELLA SUA ESPERIENZA E COME LEI CI AUGURIAMO DI POTER TORNARE PRESTO ALLA NORMALITÀ!

-Artomnews

Ilaria Pettavino

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